La vita frenetica e sempre connessa uccide il sesso
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È stata testimone delle maggiori rivoluzioni e scoperte sessuali, dalla legalizzazione della pillola contraccettiva, all’epidemia dell’AIDS fino all’esplosione del sesso online.
Parliamo della dottoressa Shirley Zussman che da 50 anni svolge la professione di terapista sessuale e ancora oggi, a 100 anni compiuti, pratica a New York. Interessante il suo punto di vista su quali siano oggi le maggiori cause di problemi e disturbi legati alla sfera sessuale.
Tra queste sicuramente il tempo gioca un ruolo chiave: il nostro essere sempre indaffarati, i nostri ritmi frenetici e il nostro voler sempre di più ci porta ad essere a un certo punto della giornata esausti, stremati e senza energie da dedicare al sesso.
Anche la pornografia online può essere dannosa, secondo la Zussman, che non la critica in quanto tale, anzi, ritiene che essa possa aiutare a sviluppare la fantasia sotto le lenzuola, ma sostiene che per molti diventa l’unico modo di fare sesso, annullando il desiderio di conoscere nella realtà partner in carne e ossa.
Ma più di tutto, quello che “spaventa” la dottoressa, è l’uso smodato che facciamo degli smartphone e dei computer anche al di fuori dell’ufficio. Un uso che ci porta a limitare molto il contatto con le altre persone: non ci si guarda più, non ci si tocca, si parla meno e ci si abbraccia di rado. E tutto ciò è l’anticamera per lo sviluppo di problematiche legate alla sfera sociale e sessuale.
Meno virtualità, quindi, e più contatti reali!
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