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Rinascere dopo un dolore si può, anzi, si deve

La vita non è una passeggiata, anche se molti vorrebbero. La vita è un percorso fatto di salite complesse e inevitabili discese. L'imperativo è non arrendersi, mai.
di Redazione

Rinascere dopo un dolore si può e si deve

Ci sono circostanze della vita che non "possediamo", che non possiamo gestire. Ci piombano addosso, come la grandine nel mezzo dell'estate, e le uniche sensazioni che ci lasciano sono paura e sconforto. Un amore che finisce all'improvviso, un matrimonio che si frantuma, la scomparsa di qualcuno a noi caro, la malattia, sono eventi inafferrabili che ci sconvolgono. Non è forse la paura di restare soli a pietrificarci? Non esistono più i dolori di quando eravamo bambini, il cui unico rimedio era una voce materna piena di bene, come accade a lui :-)

Il risveglio di questo bimbo è meraviglioso!

Infatti, in quei momenti, le persone a noi vicine ci danno consigli, e a noi sembra che stiano blaterando; ci abbracciano e noi pensiamo "basta, mollami"; ci invitano ad uscire e noi pensiamo che proprio non ci capiranno mai, che tutto questo è inutile. La verità è che l'unica spinta ad uscire dal baratro ce la dobbiamo dare da soli, perché siamo gli unici amici di cui abbiamo bisogno; perché volerci del bene è l'unico rimedio alla paura della solitudine ed è dentro di noi che dobbiamo ritrovare la forza per rinascere. Ma come fare?

Per rinascere abbiamo bisogno del nostro personale rimedio alla paura

Proprio così, per rinascere dobbiamo intraprendere due strade:

  • 1) affrontare le nostre paure nel profondo, analizzarle, capire a cosa ci stanno riducendo;
  • ​2) trovare contemporaneamente un rimedio alle nostre paure.
Ognuno può avere il suo personalissimo rimedio: c'è chi preferisce un'ora di corsa, chi si dedica alla musica o al ballo, chi alla cucina e chi invece, come Federico Nicolaci, affronta una grande paura attraverso la scrittura. Federico adesso ha 32 anni e fa il tatuatore ma per 200 giorni è stato rinchiuso in un OPG, un ospedale psichiatrico giudiziario, pur non essendo affetto da gravi patologie. Dal suo libro “Vecordia. 200 giorni di manicomio criminale” leggiamo:

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Ha commesso degli errori e lo ha ammesso, perché affrontare le paure vuol dire anche questo, prendere coscienza, ma non è stato facile affrontare, per tanti ed interminabili giorni, una realtà come quella in cui è stato catapultato. Dove ha trovato la forza? Negli altri, quelli che noi qui fuori chiamiamo "i pazzi", e soprattutto dentro di sé:

Ed è proprio così, "Puoi cambiare il mondo iniziando dal tuo", come ha fatto Federico che nel suo mondo ha sperimentato una caduta nel tenebre profonde e una risalita che nemmeno un'aquila dopo un'impicchiata sarebbe capace di fare così!
E se avete voglia di celebrare la felicità e la forza interiore con un bel tatuaggio, come sicuramente Federico consiglierebbe, vi proponiamo alcuni tattoo perfetti ;-)