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Aggiornato il: 5 minuti di lettura

Latte artificiale: tutto quello che devi sapere su cos'è, come si usa e quando sceglierlo

Un alleato per la nutrizione del bambino e per le mamme che non riescono o non possono allattare: scopriamo cos’è il latte artificiale, quali tipi esistono, quando e come possiamo darlo al bambino in completa sicurezza.
di Noha Favale Mancin

Molte donne dopo il parto si trovano ad affrontare un nuovo, importante percorso: non solo quello di crescere il loro piccolo, ma di assicurargli le migliori cure e attenzioni. Di fondamentale importanza è l’alimentazione del neonato, che di norma dovrebbe essere basata sull’assunzione di latte almeno per i primi sei mesi. Se molte donne decidono di allattare al seno con successo, per altre neomamme potrebbe non essere così semplice: ecco che entra in gioco il ruolo del latte artificiale. Cos’è? Come si utilizza? Quando è consigliato? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questo argomento.

Video/ Come scegliere tra latte materno o artificiale

Latte materno e latte artificiale: quale preferire?

È risaputo e confermato dagli esperti che il latte materno sia l’alimento più adatto per il neonato, sia sotto il profilo nutrizionale che igienico-sanitario. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda il latte materno come alimento esclusivo fino al sesto mese di vita del bambino, e come fonte lattea durante lo svezzamento anche dopo l’anno di età. Sono molti gli aspetti positivi dell’allattamento al seno, sia per il piccolo appena nato che per la mamma:

  • Favorisce il legame tra la mamma e il bambino
  • Protegge dalle infezioni
  • Migliora lo sviluppo psicomotorio
  • Migliora lo sviluppo del cervello, degli occhi e dell’intestino
  • Riduce il rischio di alcuni tumori del bambino
  • Riduce il rischio che il neonato si ammali di diabete di tipo 2 nella vita adulta
Il latte materno è inoltre:
  • Facilmente digeribile e assimilabile
  • Alla temperatura giusta
  • Incontaminato
  • Facile da utilizzare
  • Sempre fresco
Esistono però delle situazioni particolari in cui l’allattamento al seno non è possibile o sufficiente, ed è necessario in questi casi, previo consiglio del pediatra, ricorrere all’uso di formula lattea per lattanti, comunemente chiamato “latte artificiale”.

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Cos’è il latte artificiale

La formula lattea per lattanti, conosciuta come “latte artificiale”, è un prodotto industriale che rappresenta l’unica valida alternativa al latte materno qualora questo non sia disponibile. Il latte “in formula” è disponibile in polvere o liquido, e consiste in latte vaccino modificato per essere reso idoneo all’alimentazione del lattante.

Se non modificato artificialmente, il latte di mucca non sarebbe adatto al neonato; è interessante sapere che proprio per questo motivo, prima dell’avvento del latte artificiale, veniva utilizzato il latte di asina, più simile a quello materno.

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Quando utilizzare il latte artificiale

È bene specificare che la scelta di nutrire il neonato con latte artificiale deve sempre essere valutata da un esperto e decisa insieme al pediatra a seconda delle esigenze del lattante e della madre. Tra i prodotti presenti in commercio esistono delle piccole differenze di composizione, che rendono ogni prodotto diverso dall’altro e il cui utilizzo deve essere concordato con un professionista.

Quella di utilizzare in parte o esclusivamente il latte artificiale per l’alimentazione del bambino è una scelta che solitamente deriva dalla necessità di favorire l’aumento ponderale e sopperire all’eventuale assenza o poca produzione di latte materno (agalattia).
Esistono dei rari casi in cui l’allattamento al seno è fortemente sconsigliato, come per esempio quando la mamma:

  • Soffre di gravi malattie (HIV, tubercolosi)
  • Fa uso di droghe
  • È malnutrita
  • Assume farmaci particolari che possono passare nel latte
  • È sottoposta a cure debilitanti

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Tipi di latte artificiale: di partenza, di proseguimento e di crescita

Esistono due tipologie di latte artificiale che è possibile trovare in commercio: liquido e in polvere. In base all’età in cui viene somministrato si suddivide in tre categorie:

  • Latte adattato o “di partenza”
  • Latte parzialmente adattato o “di proseguimento”
  • Latte di crescita
Il latte adattato è definito di tipo 1 ed è generalmente indicato dalla nascita fino al quarto o quinto mese di vita. La sua composizione è molto simile al latte materno ed è inoltre molto digeribile, ricco di sieroproteine, lattosio, oligosaccaridi, grassi di origine prevalentemente vegetale, vitamine e sali minerali.

Il latte parzialmente adattato è definito di tipo 2 ed è adatto dal sesto mese fino al primo anno del bambino. Si differenzia dal latte di partenza perché contiene meno lattosio, che viene sostituito da glucosio e saccarosio. Anche il contenuto proteico è diverso, con una composizione più vicina a quella del latte vaccino per quanto riguarda proteine e lipidi, mentre è più ricco in ferro.

Il latte di crescita è indicato oltre i dodici mesi, non è un vero e proprio alimento per lattanti ma consiste essenzialmente in latte vaccino addizionato di vitamine e sali minerali. Oltre l’anno di età, il bambino può consumare normalmente il comune latte di mucca, perché il suo apparato digerente è sufficientemente sviluppato.

Latte “speciale” per esigenze specifiche

In commercio esistono degli altri tipi di latti “speciali”, prodotti con formule studiate appositamente per affrontare situazioni alimentari particolari e specifiche. Le varie tipologie di latte speciale si differenziano fra loro a causa di alcuni componenti:

  • Latte di tipo 0: è destinato ai bambini prematuri o ai neonati con peso basso. Questo latte artificiale è particolarmente ricco di proteine e viene indicato per favorire l’aumento ponderale dei neonati. Normalmente è molto calorico e altamente digeribile.
  • Latte ipoallergenico: destinato a bambini con allergie o intolleranze, o a scopo preventivo in bambini i cui genitori sono allergici o intolleranti, in questo tipo di latte le proteine del latte di mucca vengono “frammentate” per diminuire la possibilità di una reazione allergica.
  • Latte di soia: anche questo latte viene usato nei casi di allergia al latte vaccino, o per prevenire il rischio di reazioni in soggetti a rischio. Le proteine sono fornite dalla soia, i grassi vengono aggiunti sotto forma di miscela di olii vegetali, mentre sono assenti lattosio e saccarosio.
  • Latte delattosato: indicato per soggetti intolleranti al lattosio, è latte trattato con l’enzima lattasi responsabile della digestione del lattosio e limita anche il reflusso.

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Come si prepara il latte artificiale a casa

È importante stabilire non solo quando fare uso del latte artificiale, ma anche quale formato e prodotto scegliere – affidandosi sempre al parere esperto dal pediatra – e informarsi sulle modalità di preparazione. Innanzi tutto, bisogna rispettare alcune norme igieniche:

  • Lavare le mani
  • Indossare indumenti puliti
  • Lavare e sterilizzare biberon, cucchiai e tutto l’occorrente
Per preparare correttamente il latte in polvere bisogna prestare attenzione alle dosi indicate – sulla confezione del prodotto o direttamente dal pediatra. Ecco un piccolo “percorso” per orientarsi nella preparazione del latte artificiale in polvere:
  • Far bollire l’acqua (anche se si tratta di acqua in bottiglia)
  • Aggiungere la polvere (latte) nell’acqua, lasciata circa 30 minuti a raffreddare dopo la bollitura. La sua temperatura deve essere di circa 70°C.
  • Far sciogliere la polvere nel contenitore o biberon
  • Eliminare ogni rimanenza dopo la poppata

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Come preparare il latte artificiale in polvere fuori casa

Preparare il latte artificiale in polvere fuori casa potrebbe risultare più complicato che farlo comodamente nella propria cucina. Ma nessuna paura: ecco qualche accorgimento e consiglio per un’organizzazione che renderà la preparazione del latte artificiale fuori casa un po’ meno difficile!

  • Misurare la polvere nella dose corretta e metterla in un contenitore chiuso asciutto e pulito
  • Portare un thermos con acqua precedentemente bollita a temperatura di circa 70°C
  • Non dimenticare biberon, tettarella e cappuccio (tutto sterilizzato)
Se non è proprio possibile seguire le indicazioni di cui sopra, si potrà preparare il biberon direttamente a casa, ma anche in questo caso sarà necessario fare attenzione. In particolare, il latte può essere conservato:
  • A temperatura ambiente per non più di 2 ore
  • In borsa frigo (con siberino) per non più di 4 ore
  • In frigorifero per non più di 24 ore
Quando sarà necessario scaldare il latte artificiale in polvere già sciolto nell’acqua, è fondamentale farlo a bagnomaria e non al microonde: quest’ultimo risulta infatti disomogeneo e potrebbe causare scottature alla bocca del bambino.

Quanto tempo deve passare tra una poppata e l’altra con latte artificiale?

La grande differenza che esiste tra il latte materno e quello artificiale è che nel primo caso, la poppata può essere effettuata “a richiesta” dal bambino. La composizione del latte materno permette che esso non sia mai “troppo” per il lattante, che non ha problemi nel digerirlo e non deve necessariamente rispettare un tempo minimo tra una poppata e l’altra.

Con il latte artificiale è necessario comportarsi in modo diverso: è infatti opportuno che tra una poppata e l’altra trascorrano almeno 3 ore. Questa necessità è data dalla composizione stessa del latte, che è diverso e dunque meno digeribile di quello materno.

Sappiamo che i bambini non possono avere un “orologio” per la fame, dunque, un minimo di flessibilità è necessaria e, anzi, consigliata! Se il bambino strilla come un matto per la fame, si può considerare di anticipare la poppata. Al contrario, se sono trascorse 3 ore ma il piccolo sta dormendo, è possibile posticipare di un po’ il momento della pappa.